Combattiamo l’ansia mattutina!

Posted under Psicologia di admin on lunedì 19 gennaio 2009

Ansia mattutina

Disinteresse, angoscia, senso di impotenza. Iniziare la giornata sembra impossibile… E una forma di depressione che colpisce soprattutto le donne.
L’angoscia mattutina è un problema diffuso soprattutto tra le donne dai 30 ai 50 anni e si manifesta con vari sintomi: assenza d’interesse verso qualsiasi attività, autosvalutazione, ansia, mancanza di volontà e di energie, difficoltà a prendere decisioni anche banali. Secondo gli esperti è un preciso segnale di depressione e come tale andrebbe curato, soprattutto quando non è limitato al periodo che segue un lutto, una separazione, un licenziamento, tutte situazioni in cui è abbastanza naturale il desiderio di «non vivere».
Ma passato un certo tempo, per quanto doloroso sia veder andare in frantumi le proprie aspettative, tornare ad affrontare la vita è indispensabile per mantenere articolato il proprio sistema emotivo in attesa che il senso di perdita si risani completamente.

Vediamo allora, con l’aiuto degli esperti, di indagare meglio gli atteggiamenti che possono contribuire a questa forma di disagio che impedisce di affrontare serenamente la giornata.

Cominciare a districare il bandolo aggrovigliato delle emozioni e dei pensieri che la evocano è già un grande passo avanti.
Qual è allora il primo pensiero che vi attraversa la mente prima di alzarvi?

Quale pensiero vi tormenta?

Tristezza e disperazione: «Penso alla giornata che mi aspetta e mi sento solo e incapace di affrontarla».

Ansia: «L’idea di affrontare la giornata mi spaventa. Potrebbe succedere di tutto. Sono fragile e non ce la farò».

Senso di colpa verso se stessi: «Vorrei essere diversa da come sono. Ieri avevo deciso di stare a dieta e invece mi sono ingozzata. E se non ci sono riuscita ieri, oggi sarà lo stesso».

Vergogna e autosvalutazione: «Alla festa di ieri sera mi sono ubriacato e ho offerto un’immagine penosa di me. Oggi mi vergogno di me stesso».

Si tratta di emozioni molto comuni, sperimentabili come conseguenza di una sensazione di stanchezza, dell’aver perso il controllo o dell’anticipazione di eventi catastrofici. La vergogna è tipica di quando ci si allontana dall’immagine di sé che si ama offrire agli altri mentre il concetto di «senso di colpa verso se stessi», ha più a che fare con la perdita dell’immagine che ciascuno si costruisce di sé. Contrastare questi sentimenti, come fa chi prova un senso d’angoscia senza approfondirlo, produce un circolo vizioso: si cerca di sopprimere l’emozione ma, dato che l’impresa fallisce, ci si sente stupidi e incapaci. E si vorrebbe che la giornata non cominciasse mai. Le cose vanno meglio la sera: ormai il peggio è passato e dormire appare un’ottima soluzione. Tanto che chi soffre di angoscia mattutina predilige i risvegli tardivi, che permettono di rimandare il momento di affrontare la vita.

I segnali da ascoltare

Ovviamente non si tratta di una vera soluzione: Tutte le emozioni vanno affrontate e accettate come segnali importanti dello stato del sistema emotivo. Poi, per sentirsi meglio, vanno analizzate le cause che le hanno provocate, conoscere le proprie emozioni arricchisce e rende le persone più capaci di affrontare il mondo.
Un esempio? Se conosco la mia paura e la accetto, posso permettermi di affrontare una situazione rischiosa prestando attenzione ai segnali che mi dicono quando “è troppo” e fermarmi dove voglio. Se cerco di ignorarla mi chiuderò invece sempre più strade, evitando poi tutte le situazioni in cui “ho paura che avrò paura”. È questa la strada da percorrere, ricorrendo magari all’aiuto di uno dei rimedi proposti qui sotto.

Tre medicine naturali di grande aiuto

I «Sì» e «No» per affrontare la giornata
- SI
· Prestate attenzione alle vostre emozioni senza giudicarle.
Accettatele e indagatene le cause.
· Date valore alle piccole cose positive della giornata, le prime ad essere trascurate quando ci si sente male (Oggi il caffè ha un profumo meraviglioso… Ho fatto veramente un bell’allenamento in palestra…)
· Pensate in piccolo: se tutti i grandi progetti sono andati in crisi, concentratevi su quelli minimi, che possono tuttavia ridare senso alla vita (andare al cinema, vedere un’amica, scrivere una lettera…).
· Se sentite rabbia verso qualcuno, chiedetevi che cosa avete fatto voi per provocare la situazione. Rendersi conto del proprio 50% di responsabilità rende più forti, più consapevoli del proprio potere.

- NO
· Non evitate di affrontare la giornata: l’angoscia si cura vivendo.
· Non interpretate le vostre emozioni come uniche al mondo (tutti, in determinati momenti, le provano).
· Non autodenigratevi perché vi sentite angosciati, ansiosi o depressi. Rendersi conto della propria angoscia, sapere per cosa si soffre è la premessa necessaria a trovare una soluzione. Pensate a quanto può essere creativa la frustrazione se porta a elaborare una nuova originalissima idea perché tutte le soluzioni precedenti non funzionano.
· Non giudicate la rabbia che provate: evitate l’ostilità {che non porta da nessuna parte) e riappropriatevi dell’aggressività (spesso necessaria per portare avanti un progetto).

Aumentate ogni giorno le riserve di energia

E se proprio non passa
Se l’angoscia dura più di qualche settimana, consultate un medico o uno psichiatra per escludere che sia collegata a patologie fisiche o a uno stato depressivo grave. Una cura omeopatica può essere di aiuto, ma va stabilita dal medico in base alle caratteristiche peculiari del vostro disagio. Un ciclo di agopuntura può favorire il riequilibrio delle energie, ma non può sostituire il necessario approccio psicologico. Analogamente, gli psicofarmaci (da prendere solo sotto controllo medico) possono disattivare il meccanismo dell’angoscia ma non modificano in modo duraturo le condizioni che facilitano la sua attivazione. Se in questi casi una terapia analitica è inopportuna, una terapia di supporto per conoscere meglio se stessi e i propri bisogni), una terapia cognitivista (che affronta i sintomi e i meccanismi sui quali si basa il loro mantenimento, oltre a ricostruire che cosa li ha determinati) o una terapia gestaltica (basata sulla consapevolezza e sull’assunzione di responsabilità dei propri comportamenti) possono portare rapidamente al recupero di condizioni accettabili e, nel tempo, al gusto e all’entusiasmo per la vita.

1 commento »

  1. Ho letto questo articolo e l’ ho trovato interessante.Soffro di depressione da un paio di anni;all’ inizio stavo così male che dormivo tutto il giorno,poi per fortuna sono migliorata grazie all’ aiuto del mio ragazzo.Ancora oggi ne soffro..consiglio a tutti coloro che sono affetti da depressione,attacchi di panico ect..di parlarne con qualcuno che ci possa davvero ascoltare,senza giudicarci e di alzarsi la mattina assaporando tutto fino in fondo.Amatevi..

    Comment di Stefania — 4 ottobre 2009 @ 16:23

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