Rimandare a domani…insicurezza o pigrizia?

Posted under Psicologia di admin on domenica 3 maggio 2009

insicurezza e noiaIl bottone da cucire, il bagno da imbiancare, il resoconto da scrivere….Hai anche tu la cattiva abitudine di rimandare a dopo un impegno, anche se potresti affrontarlo subito?
Forse sei solo pigra. O forse insicura e hai paura di non essere all’altezza di quel compito.

Sono fatto così : è la scusa più amata da chi passa la vita a rimandare…..

Ma è veramente solo una questione di carattere?

Esistono i pigri per natura, gli indolenti, gli scansafatiche che perdono un sacco di tempo perchè non hanno alcuna voglia di affrontare un lavoro, un impegno.
La tendenza a rimandare una cosa anzichè farla subito, però può avere origini diverse.

Tra le ragioni l’eccesso di perfezionismo, tipico delle persone troppo esigenti, i coloro che credono di non poter svolgere
un lavoro perchè non pronti, non hanno le informazioni necessarie o se le hanno vorrebbero averne di più.
Ma può esserci anche una scarsa motivazione: a chi non è capitato di rimandare qualcosa perchè non gli piace o lo annoia?

Oppure può essere colpa dell’insicurezza. Molte persone rimandano un lavoro per paura di non essere all’altezza. Il pensiero di quell’impegno genera ansia e si fa di tutto per rinviare il momento dell’azione. Salvo poi giustificarsi tirando in ballo l’adrenalina.
Infatti in molti casi l’insicuro dice di lavorare al meglio quando arriva al punto di non poter più rimandare.

Succede quando, per esempio, deve consegnare un lavoro entro una data precisa. All’avvicinarsi della scadenza ecco che si sente improvvisamente energico. Uno stato d’animo che ha una spiegazione a livello biochimico. La consapevolezza di essere arrivati all’ultimo minuto, con tutto il rischio che comporta, aumenta l’adenalina, che mette l’organismo nelle condizioni più adatte per affrontare al meglio le situazoni rischiose: l’attenzione è al massimo, la memoria si acutizza, i sensi sono all’erta….

Rimandare crea sensi di colpa, questi dovrebbero indurci a cambiare atteggiamento….ma non sempre è cosi. Infatti perchè ci sia il senso di colpa ci deve essere un insuccesso o una conseguenza negativa che coinvolge altre persone.
Ad esempio gli amici mi chiedono di acquistare dei biglietti per il teatro, io rimando di giorno in giorno e quando mi decido non ci sono più posti. Mi sentirò in colpa e mi servirà di lezione per la prossima volta.
Ma se svolgo un lavoro all’ultimo minuto e alla fine mi riesce bene, nulla mi spinge a cambiare.
Anzi, quando si lavora sotto pressione, una volta giunti al termine si prova una grande soddisfazione.


Come fare per cambiare atteggiamento? E’ davvero impossibile?
Non è impossibile cambiare atteggiamento.

Cinque mosse per imparare

1) Pensa a tutte le volte che hai rinviato una qualcosa che avresti potuto fare subito: riconosci qualche elemento in comune?
Per esempio tendi a rinviare soltanto le questioni di lavoro? O le faccende di casa? Oppure non riesci a focalizzare l’attenzione su un compito e portarlo a termine? Cerca di chiarire a te stessa i motivi dei continui rinvii.

2) Una volta isolato il problema, fai un elenco delle cose che in questo momento stai rimandano e scegli quelle che più di tutte vorresti fare.

3)In base alle priorità stabilisci delle scadenze (non più di una o due al giorno) scrivile su un foglio in modo da visualizzarle e imponiti di rispettarle.

4)Se ti rendi che una cosa l’hai rinviata perchè ti spaventa suddividila in parti più piccole. Ad esempio non svuotare tutto l’armadio in una volta per riordinarlo: procedi per scomparti.

5) Scrivi dei messaggi (Oggi devo spedire delle lettere…entro sera devo terminare il lavoro….) e lasciali bene in vista.

Alla prossima!

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